lunedì, 14 aprile 2008, ore 19:55


Con santa pazienza
Ho dovuto aspettare
Con quanta buona fede
Sono stato ad ascoltare
Cara, cara democrazia
Sono stato al tuo gioco
Anche quando il gioco
Si era fatto pesante
Cosi mi sento tradito
O sono stato ingannato
Mi sento come partito
E non ancora approdato
Sento un vuoto
Sento un vuoto al mio fianco
E nessuna certezza
Messa nero su bianco
Con benedetta arroganza
Sono stato avvilito
Con quanta leggerezza
Sono stato alleggerito
Cara
Cara democrazia
Cara gemma imperfetta
Equazione sbagliata
Non scritta e mai corretta

Ivano Fossati    
valeriand
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categoria : musica, attualità
venerdì, 11 aprile 2008, ore 19:59

aquiloni
Una storia di un'amicizia tra due bambini afgani che riesce a raccontare molto di più. Il libro non l'ho letto per cui non so se sia una buona trasposizione del romanzo, sicuramente un film fatto bene. 
Un narrare semplice e lineare che non calca troppo la mano (e le immagini) sui momenti più intensi e che rende il film efficace. Anche se mi aspettavo qualcosa di più emozionante e complesso.



valeriand
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categoria : cinema
giovedì, 28 febbraio 2008, ore 19:54

#5

E’ ottobre e c’è già la prima neve. Mai al mio compleanno ha fatto così freddo. Guardo la cima bianca dei monti che si affacciano sulla valle, mi stringo nel giaccone, il mio respiro si scioglie caldo nell’aria.
Mia sorella è sulla porta di casa che pulisce gli ultimi gradini, la riconosco dalle spalle curve e dall'accento della sua voce mentre canticchia. Mi fermo e aspetto che rientri, non vorrei farmi vedere ma lei si gira e mi guarda prima con aspetto interrogativo e poi mi fa un mezzo sorriso.
-Che ci fai qua?- mi dice appoggiando la scopa al muro.
-Son tornato un po' a casa. Non si può?- le rispondo alzando le spalle.
-E il lavoro?
-Ferie arretrate. Valentina?
-E' dentro.- Mi fa segno con il viso verso la porta e io entro.
La trovo stesa sul divano con l'i-pod nelle orecchie, i piedi penzolanti nelle converse e i capelli tutti tirati indietro. Non si accorge subito della mia presenza, devo muovermi un po' nella stanza prima che lei si giri e si getti con le braccia verso di me.
-Zioooo!
Adoro il modo in cui trascina quelle o. Meno lo sguardo di mia sorella.
-Hai finito i compiti?
-Uff..., mamma, che palle! Ti ho già detto che li faccio più tardi!
-Cioè a mezzanotte.
Valentina mi guarda pregandomi di intervenire a sua difesa.
-Dai lasciala stare. Studierà più tardi.- dico accarezzandole le braccia.
Sento lo strusciare delle pantofole sul pavimento, quello inconfondibile di mia madre. E sembra un cane in festa con gli occhi lucidi e non vede l'ora di prepararmi la cena e farmi mangiare fino a scoppiare. Odio questo modo contadino di vivere e di ricevere gli altri. Soprattutto me.
Ma oggi voglio fare festa dentro di me, voglio essere altro da ciò che sono di solito, voglio mandar via questa rabbia che mastico da mesi ogni giorno. Non so perché sono tornato, ma son qui e provo a guardarmi intorno e a trovare qualcosa di interessante che mi scuota perché sto cadendo sempre più giù e non riesco a trovare un appiglio.

Seduto sul divano allargo le gambe e scivolo con la schiena in avanti. Ora ricordo perché odio i ritorni a casa. Il pranzo pesante e abbondante, la mamma che si offende se lascio qualcosa nel piatto e mia sorella che sbuffa per i tanti piatti da lavare.
Valentina si è appoggiata alla mia pancia e ora dorme beata con i capelli sciolti che le cadono in avanti e le coprono il viso. E sembra che sia proprio lei, la mia piccola gioia, il mio unico appiglio ogni volta che ritorno a casa. Forse perché con lei mi sento piccolo anch'io.

valeriand
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categoria : racconti, scrittura
mercoledì, 13 febbraio 2008, ore 21:28

into the wild
Sono uscita dal cinema senza parole, ancora con addosso tutte quelle immagini, quelle emozioni, quella musica, quelle parole. Un film intenso, profondo, magistralmente accompagnato dalla musica di Eddie Vedder. Bello il connubbio tra le immagini, le canzoni e i testi che passano più di una volta in sovraimpressione.
valeriand
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categoria : cinema
venerdì, 11 gennaio 2008, ore 20:48

"Tu prendi una cosa che non fa ridere e te la rigiri un po' tra le mani. Sono gesti da prestigiatore, perché servono a distogliere, a concentrare l'attenzione sul movimento e a non far  accorgere del trucco. La cosa che non fa ridere la mostri di sopra, di sotto, di lato, la smonti e rimonti come pare a te, anche al contrario se ti viene. Poi, colpo di scena: Ecco a voi, signore e signori! e poni sotto gli occhi di tutti, in primo piano, la faccia buffa della cosa che non fa ridere. Tutte le cose, se le metti nel verso giusto possono divertire e spesso la gente si lascia ingannare dal volto tragico della realtà. "  
Anna Pavignano                  

Un bel romanzo, un intreccio di realtà e fantasia che si mescolano alla perfezione senza  una piega senza un fastidio. Un raccontare intimo, privato che tiene per sè ciò che più è importante e lascia vibrare tra le parole di una penna tutta femminile solo un alito di ciò che è stato e che Anna Pavignano ha vissuto in compagnia di Massimo. Un Troisi diverso da quello che ancora siamo abituati a vedere in tv, un Troisi intimo, pieno di diffeti eppure geniale.
valeriand
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categoria : libri
venerdì, 28 dicembre 2007, ore 22:02

Il giovane rise: sentirlo discorrere era un piacere. La fredda astuta violenza per cui in gioventù era stato famoso, il calcolato azzardo, la prontezza di mente  e di mano, tutte le qualità insomma che lo avevano portato al rispetto e alla paura di cui era circondato, a volte parevano ritirarsi da lui come il mare dalla riva, lasciando alla sabbia degli anni vuoti gusci di saggezza. "Diventa filosofo a volte", pensava il giovane: ritenendo la filosofia una specie di gioco di specchi in cui la lunga memoria e il breve futuro si rimandassero crepuscolare luce di pensieri e distorte incerte immagini della realtà.

Leonardo Sciascia           

Racconto di mafia avvolto in uno stile articolato, scritto più di trent'anni fa è come se raccontasse storie di oggi.
valeriand
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categoria : libri
domenica, 16 dicembre 2007, ore 18:32

Il Teatro Augusteo pienissimo, Francesco col suo immancabile cappello ha aperto il concerto con Titanic per chiuderlo con Buonanotte Fiorellino. Nel mezzo canzoni vecchie e nuove, una scaletta non banale che ha mantenuto il tono della serata senza nessuna caduta.
Canzoni importanti, spesso con un testo che pesa, suonate con leggerezza e maestrìa.
Un inchino e un applauso all'arte che si mischia a canzone e poesia.
valeriand
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categoria : musica
mercoledì, 28 novembre 2007, ore 20:12

#4

Rossana mi guarda come se avesse intuito il mio disagio a trovarla sotto casa mia. Non me lo aspettavo, e adesso mi sudano le mani mentre cerco di aprire la porta. Non so cosa sia venuta a fare e non so cosa dire ma ci pensa lei a rompere il silenzio parlandomi di qualcosa di indefinito. 
Dopo un paio d’ore me la ritrovo a girare per casa in perizoma, ubriaca che cerca di farsi un caffè. Dopo un martini, due gin lemon  e sul finire una tequila le riesce difficile mettere la polvere nera nel filtro senza spargerne una gran quantità sul pavimento. Mi avvicino e le soffio in un orecchio, le prendo la moka dalle mani incerte e la chiudo stringendola bene prima di porla sul fornello. Lei ridacchia stupidamente.
-Facciamo un gioco- le sussurro girandole le braccia dietro la schiena e legandole con uno strofinaccio che  stringo sui polsi. Stupida e semicosciente, la tengo per un gomito, la dirigo verso il divano e lì la lascio cadere, a testa in giù, guardandole la schiena nuda e il sedere, segnato dal sottile filo rosso del perizoma. Continua a ridere, sembra che tutto questo le piaccia, sarà l’alcol, sarà l’incertezza di non rivedersi.
Sento lo scroscio del caffè che fuoriesce mentre Rossana ride adesso in maniera confusa, la prendo per i capelli e le guardo il volto. Mi sbaglio, non è un ghigno da troia ubriaca, è solo singhiozzo e lacrime: piange come una ragazzina. Il caffè continua a gorgogliare, lei mormora qualcosa che non capisco, la slego e la lascio sul divano mentre continua a piagnucolare come una bambina.
Sembra che a ogni singhiozzo diventi sempre più piccola, riduca la sua età fino a tornare grembo e potenza e null’altro che un groviglio di carne nuda che giace sul divano del mio soggiorno. Spengo il fuoco sotto il caffè, lo zucchero e gliene porto un po’ mentre lei si copre vergognosa. Le prendo un plaid e glielo metto addosso, lei si accoccola sul divano.

La mattina dopo la trovo già vestita che beve un bicchiere di latte, ha gli occhi segnati e il viso pallido. Mi guarda sperando che le dica qualcosa ma io non parlo, da grand' uomo bastardo quale pensa che io sia aspetto solo che se ne vada. Mi siedo sul divano con l’accappatoio semiaperto e la guardo sorridendo malignamente. Lei alza i tacchi e sparisce. Speriamo per sempre.

valeriand
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categoria : racconti, scrittura
mercoledì, 21 novembre 2007, ore 20:02

Virtualmente dedicata a un collega che va via.

Tritare finemente 140 gr di noci sgusciate e 25 gr di mandorle sbollentate. Aggiungere 150 gr di zucchero e poi 120 gr di cacao in polvere mischiando con un cucchiaio. Unire 3 rossi d'uovo e successivamente le 3 chiare montate a neve. Aggiungere un bicchierino di strega.
Versare il composto in una teglia imburrata e infarinata e mettere in forno statico per 25 minuti a circa 150 gradi.
Brutta ma buonissima.


valeriand
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categoria : deliri culinari
domenica, 18 novembre 2007, ore 20:12

omaggio a capodimonteE' aperta fno al 20 gennaio questa mostra un po' diversa da ciò che ci si aspetterebbe di trovare. I dipinti in questione sono degli "ospiti" nelle varie sale, intrusi che dialogano o si contrappongono alle tele della collezione permanente ospitata dal museo. Un giro vorticoso, un po' dispersivo (necessaria a parer mio una guida) che a volte stupisce e a volte lascia perplessi.
Da consigliare soprattutto per chi già conosce il museo, una scusa per visitarlo per chi ancora non c'è mai stato.
valeriand
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categoria : arte